Quando si parla di panico e claustrofobia si toccano argomenti delicati e soprattutto argomenti abbastanza dolorosi, anche quando non vi si è coinvolti direttamente, perché comunque potrebbero esserlo delle persone vicino a noi e parliamo di amici o di familiari o di colleghi di lavoro o magari dei figli dei nostri amici o dei nostri familiari. Per questo motivo, anche se non siamo degli specialisti, è sempre bene avere delle informazioni base anche per capire come interagire e se per caso ci dovesse capitare ed è facile che ci capiti. Diciamo che parliamo intanto dei due fenomeni abbastanza collegati e soprattutto parliamo di due fenomeni che possono avere un impatto significativo nella vita di qualsiasi persona incrociano nella loro strada. Per dare una definizione generica quando si parla di panico si parla di una reazione esagerata ma allo stesso tempo improvvisa ed intensa di fronte a una situazione percepita come minacciosa, o addirittura pericolosa per la propria integrità. In quel momento la persona entra in uno stato di allerta che attiva il suo sistema nervoso simpatico causando sintomi pesanti che vanno dal respiro affannoso, alla sudorazione e ai tremori, fino ad arrivare alla perdita di controllo nei casi peggiori. Questi momenti sono scatenati da vari episodi o da vari spazi e parliamo di luoghi affollati o chi magari sente tutto ciò all’interno di un ascensore o addirittura si presentano anche senza motivo e senza stimolo. Mentre se parliamo nello specifico di claustrofobia parliamo di un disturbo d’ansia connesso ad una paura incontrollabile rispetto degli spazi chiusi o gli ambienti percepiti come limitanti e con le situazioni che il mondo interiore della persona percepisce come limitanti e confinate. Questa paura proporzionata può esplodere in un aereo o in ascensore o in una stanza piccola o all’interno di un tunnel e quindi inevitabilmente la persona a un certo punto tenderà ad evitare quegli ambienti per evitare uno stato di continua allerta. Non è facile comprendere l’origine del panico e della claustrofobia Non è facile stabilire l’origine del panico e della claustrofobia perché ogni situazione è specifica e ci sono vari fattori genetici e aspetti psicologici e anche condizionamenti socioculturali. Ad esempio, per quanto riguarda la claustrofobia si può pensare ad un trattamento e ad un approccio multidisciplinare e in questi casi parliamo sempre del mix tra la psicoterapia ad approccio cognitivo comportamentale e poi anche l‘assunzione di farmaci su prescrizione di uno psichiatra. Le due cose non sono per niente in conflitto e anzi molte persone quando hanno attacchi di panico quando hanno problemi di claustrofobia in certi casi potrebbero andare da uno psichiatra per capire quali sono i farmaci che servono ad abbassare il livello di quei sintomi. E poi in seguito o addirittura contestualmente potrebbero anche decidere di rivolgersi ad uno psicoterapeuta ad approccio cognitivo comportamentale e ciò un professionista che dovrà aiutare il paziente a sviluppare delle strategie di gestione di quelle situazioni così temute e di quelle paure e fobie che sono alla fine irrazionali.
Link Utili:
Una definizione dell’argomento Attacco di Panico data dalla famosa enciclopedia on line. (Wikipedia)
