Anche se spesso vengono usati come sinonimi bisognerebbe distinguere ansia e paura visto che si parla di emozioni che hanno manifestazioni differenti perché la prima è legata a una sensazione di preoccupazione e apprensione riguardo una minaccia incerta e futura, risultando meno intensa dell’altra, però più duratura.
Essa si manifesta in genere come un malessere diffuso che potrebbe persistere anche quando non c’è un pericolo immediato, e che può derivare da stress lavorativi, preoccupazioni per la salute o problemi finanziari.
In questo caso le manifestazioni psicologiche e fisiche possono sovrapporsi presentando caratteristiche differenti. Però parlando della paura dobbiamo ricordare che si tratta di una reazione o intensa immediata o una minaccia che è tangibile, attuale, e che può essere anche positiva quando si limita a prepararci per affrontare un pericolo, innescando una risposta fisiologica rapida, come per esempio quando si incontrano animali pericolosi o situazioni di violenza.
Per quanto riguarda i sintomi diciamo che in entrambi i casi ci sono caratteristiche distruttive perché per quanto riguarda quelli fisici avremo sudorazione, tremori, aumento della frequenza cardiaca, nonché difficoltà respiratorie, tensioni muscolari, nonché sensazione di vertigine o svenimento.
Relativamente invece ai sintomi biologici diciamo che ci possono essere squilibri nei neurotrasmettitori come dopamina e serotonina, che potrebbero contribuire teoricamente a quei livelli elevati di ansia e di paura, oltre al fatto che ci possono essere alcuni casi anomalie in specifiche aree del cervello che sono collegate a queste emozioni.
Ma è inutile negare che ci possono essere anche problemi legati alla predisposizione genetica che renderanno quella persona più incline a provare queste emozioni negative, nel senso che magari se un genitore le ha provate probabilmente c’è stato un discorso di imitazione o assorbimento.
Esistono anche cause psicologiche che si possono legare a bassa autostima, personalità perfezionista, ma anche tendenze catastrofiche che teoricamente potrebbero aumentare la vulnerabilità di chi è soggetto a queste emozioni.
Come si interviene in questi casi
Diciamo che c’è bisogno di parlare con un professionista competente che farà una diagnosi dopo però aver fatto una valutazione completa che include tutta una serie di interviste cliniche per comprendere la storia medica e psicologica del paziente, nonché questionari e scala di valutazione, oltre che esami fisici che serviranno per escludere eventuali complicazioni mediche, che potrebbero contribuire a quei sintomi.
Inoltre si può intervenire anche a livello psicologico e psicoterapeutico, andando a parlare con uno specialista che potrebbe avere diversi approcci partendo da quello cognitivo comportamentale, ma non solo, oltre al fatto che sarà molto utile in alcuni casi sfruttare una terapia alternativa che non ha nessun effetto collaterale come yoga, agopuntura, le quali possono offrire benefici complementari nella gestione di un’emozione così forte.
Infine ricordiamo che sarà molto importante farsi supportare da parenti e amici per avere un ambiente di sostegno e ridurre la sensazione spiacevole di isolamento, partecipando magari anche a gruppi di supporto con persone strane che però stanno soffrendo per le stesse motivazioni.
Link Utili:
Una definizione dell’argomento Attacco di Panico data dalla famosa enciclopedia on line. (Wikipedia)
